ONLUS
Un cane … una storia.Erano i primi di settembre del 2009 quando tornai dalle vacanze. Nel rifugio E.N.P.A. , dove da tanti anni faccio la volontaria, trovai che avevano lasciato una levriera tigrata, zoppa e vecchia: il muso era bianco come se l'avesse intinto in un sacco di farina. Pensai: "un levriero e per di più anziano dentro un canile non passerà l'inverno. La mia casa è calda, le piacerà." Di lei non si sapeva nulla, neanche il nome, il proprietario non aveva lasciato documentazione. Mi rivolsi così all' intelligence del rifugio ed in pochi giorni seppi che il cane si chiamava Dotty, veniva dall'Inghilterra, era un greyhound da corsa ma in una gara si era rotta un garretto e quindi era stata usata per la riproduzione: 28 figli.

Dopo qualche mese di vita insieme, Dotty sapeva tutto di me, io qualcosa di lei: ad esempio avevo imparato il linguaggio dei levrieri. La loro è una vita silenziosa, non abbaiano, non serve quando devi essere più veloce del vento. Comunicano con te guardandoti negli occhi: così sanno i tuoi pensieri, le tue intenzioni. Ti leggono nell'anima e quando sono felici o provano piacere battono i denti. Sorridono pure. Sono cani miti e riservatissimi: ci mettono un po' a dare confidenza, ma una volta superati gli indugi diventano cani perfetti, non invadenti , sempre vicini al padrone che non perdono mai di vista. Unico neo: provano un'irresistibile attrazione per letti e divani, possibilmente con l'amato umano seduto al loro fianco.

Dotty adorava la musica, soprattutto quella rock: quando sentiva "Living in America" si faceva prendere dal ritmo e muoveva le zampe e la coda quasi a voler segnare il tempo. Amava molto anche mangiare, anzi era voracissima ed onnivora. Nei pomeriggi in cui andavamo al rifugio si dirigeva subito nella casetta dei gatti ,certa che vi avrebbe scovato qualche crocchetta avanzata. Un giorno ci trovò la Betty, una meticcetta alta trenta centimetri che aveva avuto la sua stessa idea. La Dotty si prese un morso su una coscia e tanta paura: la vidi scappare dalla casetta come un razzo. Da quel pomeriggio decise che il pratino antistante l'ambulatorio veterinario era più confortevole e sicuro e così iniziò a fare gli onori di casa ai clienti dell'ambulatorio sia bipedi che quattro zampe. Li riceveva annusandoli un poco e facendosi accarezzare dagli umani sempre sperando in qualche biscottino.

Passò un anno meraviglioso. Sul finire dell' estate notai che sembrava sempre più stanca. La zampa rotta nelle giornate più umide le doleva molto e faceva fatica a camminare: passava la maggior parte del tempo stesa sul suo materassino a sonnecchiare. Un giorno perse interesse per il cibo e poi … . Poi a dicembre è arrivata dall'Irlanda Lis: classe 2008, bianca e con il collo lungo come un cigno. Del levriero ha solo l'aspetto, per il resto è un" velociraptor." Il primo giorno insieme a noi, durante il pranzo, è saltata con le zampe anteriori sul tavolo e ha rubato il pane a mio marito: in quel momento tutti in famiglia abbiamo capito che Lis è altro da Dotty.

 Ma questa è un' altra storia …

  1. G.
DOTTY
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